IN BREVE
» Diverse specie fungine appartenenti al genere Stemphylium possono causare maculature fogliari sullo spinacio.
» Numerose fonti di inoculo sono in grado di innescare epidemie nei campi.
» La gestione della malattia si basa su un approccio integrato che comprende pratiche agronomiche, trattamenti del seme, resistenza varietale e applicazioni fungicide.
La maculatura fogliare da Stemphylium rappresenta oggi una delle principali minacce fitosanitarie per la coltivazione dello spinacio in Italia. Sebbene le prime segnalazioni storiche di rilievo risalgano alla fine degli anni '90 negli Stati Uniti, la patologia ha mostrato una rapida espansione globale, stabilendosi con forza negli areali produttivi europei e nazionali.
In Italia, il fungo trova condizioni ideali nei distretti orticoli intensivi, dove la continuità colturale e l'elevata densità di semina facilitano la dispersione dell'inoculo. Il controllo della malattia richiede oggi un approccio di difesa integrata particolarmente attento, data la crescente pressione del patogeno sia nelle produzioni destinate al mercato fresco sia in quelle da industria.
Sotto il profilo tassonomico, la ricerca ha superato la vecchia dicitura Stemphylium botryosum f. sp. spinacea. Gli studi filogenetici condotti su isolati europei confermano che il complesso della maculatura è dominato principalmente da S. vesicarium e S. beticola. Quest'ultima, in particolare, solleva preoccupazioni per la sua natura polifaga: la capacità del patogeno di svernare su residui colturali o su ospiti alternativi come barbabietola da zucchero e diverse leguminose rende la rotazione colturale una pratica tanto necessaria quanto complessa da gestire.
Sintomi
I sintomi fogliari compaiono inizialmente come piccole macchie puntiformi, circolari e leggermente depresse. Con il progredire della malattia, queste evolvono in lesioni da circolari a ovali, di colore grigio-verde e con diametro di pochi millimetri. Nel tempo le macchie aumentano di dimensione, assumono una colorazione più chiara tendente al beige e possono confluire tra loro; i tessuti colpiti diventano quindi bruni, secchi e con una consistenza cartacea.
Lo sviluppo dei sintomi è generalmente più rapido sulle foglie più vecchie e, nei casi più gravi, può portare a defogliazione. Un elemento utile per la diagnosi è l’assenza evidente di crescita fungina sulla superficie delle lesioni, caratteristica che aiuta a distinguere questa patologia da altre malattie fogliari dello spinacio, come peronospora, antracnosi o cladosporiosi. I sintomi possono inoltre risultare simili a danni causati da erbicidi di contatto o da fitotossicità da fertilizzanti.
Le diverse specie di Stemphylium possono determinare sintomatologie leggermente differenti. Le infezioni da S. vesicarium tendono a manifestarsi rapidamente, talvolta già entro 24 ore, con macchie di colore beige delimitate da margini marrone scuro ben definiti. Al contrario, i sintomi causati da S. beticola compaiono più lentamente, in un intervallo di 7–14 giorni, e si presentano generalmente come lesioni più ampie, di colore variabile dal bianco al marrone, con margini meno definiti.
Sintomi di maculatura fogliare da Stemphylium su spinacio. (A) Le macchie causate da S. vesicarium sono solitamente di colore beige con margini marrone scuro ben definiti. (B) Le macchie causate da S. beticola sono solitamente da bianche a marrone chiaro con margini meno definiti. Lindsey du Toit, Washington State University.]
Ciclo della malattia e condizioni predisponenti
La maculatura fogliare da Stemphylium è generalmente più severa in condizioni di elevata umidità e temperature moderatamente calde. I danni maggiori si osservano tipicamente tra i 18 e i 23°C, in presenza di livelli di umidità relativa superiori all’80%.
L’inoculo del patogeno può provenire da diverse fonti. Il fungo è in grado di sopravvivere nei residui colturali infetti, sulle piante spontanee di spinacio, sui semi contaminati e, probabilmente, anche su specie ospiti alternative. Nei residui lasciati in superficie, il patogeno può svernare formando strutture denominate pseudoteci, che producono ascospore. Queste strutture non si sviluppano invece nei residui interrati. Condizioni fresche e umide primaverili favoriscono la formazione delle pseudoteci e delle ascospore, che vengono successivamente rilasciate con l’aumento delle temperature e disperse attraverso il vento o gli schizzi d’acqua.
S. beticola e S. vesicarium possono inoltre essere trasmesse tramite seme, sia esternamente, a livello del tegumento, sia internamente, nell’embrione. Tuttavia, i livelli di contaminazione del seme non sempre risultano direttamente correlati al numero di plantule infette osservate nelle prove di germinazione in campo.
Gestione agronomica
La gestione della maculatura fogliare da Stemphylium si basa su un insieme di strategie integrate che comprendono pratiche agronomiche, impiego di varietà resistenti e trattamenti fungicidi.
Le pratiche agronomiche mirano principalmente a limitare la durata della bagnatura fogliare, condizione che favorisce l’infezione. Per questo motivo, quando possibile, è consigliabile evitare l’irrigazione per aspersione, ridurre la frequenza degli interventi irrigui e programmare le irrigazioni nelle prime ore del giorno, in modo da consentire un’asciugatura più rapida della vegetazione prima del tramonto. Anche l’orientamento delle file nella direzione dei venti prevalenti può contribuire a migliorare la circolazione dell’aria all’interno della coltura. Nelle produzioni baby leaf, dove l’irrigazione per aspersione è molto diffusa, la gestione dei tempi e dei volumi irrigui assume un’importanza ancora maggiore.
Un ruolo fondamentale è svolto anche dalla gestione dei residui colturali. L’interramento tempestivo dei residui dopo la raccolta contribuisce a ridurre la formazione di ascospore nella stagione successiva, mentre l’eliminazione delle piante spontanee e dei residui limita la sopravvivenza del patogeno nel periodo intercolturale. È inoltre consigliabile evitare successioni ravvicinate di spinacio e prolungare gli intervalli di rotazione con altre colture.
Sono disponibili varietà di spinacio con resistenza alla maculatura da Stemphylium sia per il mercato fresco sia per l’industria. Tuttavia, molte delle valutazioni disponibili riguardano principalmente la resistenza a S. beticola e non sempre garantiscono lo stesso livello di protezione nei confronti di S. vesicarium. Studi pluriennali hanno evidenziato una variabilità significativa nel livello di resistenza tra le varietà, suggerendo anche la possibile presenza di meccanismi di resistenza differenti tra le due specie. Per questo motivo, è opportuno evitare l’impiego di varietà altamente suscettibili, soprattutto in assenza di altre strategie di contenimento.
I trattamenti del seme possono contribuire a ridurre l’inoculo iniziale. L’impiego di acqua calda o di soluzioni a base di cloro può risultare efficace soprattutto nei confronti delle contaminazioni superficiali, anche se l’efficacia è generalmente parziale, in quanto il patogeno è in grado di tollerare temperature relativamente elevate e può essere localizzato all’interno del seme. I fungicidi per concia possono agire sia sull’inoculo esterno sia su quello interno, ma va considerata la possibile presenza di fenomeni di resistenza.
Le applicazioni di fungicidi fogliari possono contribuire a ridurre l’infezione e lo sviluppo della malattia. È stato osservato che i patogeni di Stemphylium possono utilizzare il polline presente sulle foglie come fonte di nutrimento, aumentando così la capacità infettiva; per questo motivo, è consigliabile intervenire prima dell’inizio della dispersione del polline. Tuttavia, l’efficacia dei trattamenti può essere limitata dalla diffusione di ceppi resistenti, in particolare nei confronti dei fungicidi appartenenti al gruppo FRAC 11, come azoxystrobin e pyraclostrobin. Studi hanno evidenziato un’elevata frequenza di resistenza in S. vesicarium, mentre S. beticola risulta generalmente più sensibile, un aspetto che potrebbe contribuire alla maggiore diffusione della prima specie nelle aree di coltivazione.
L’impiego dei fungicidi è inoltre condizionato da limitazioni normative e produttive: alcune sostanze sono registrate solo per colture da seme e, nei sistemi di produzione biologica — che rappresentano una quota rilevante della produzione di spinacio da mercato fresco — le opzioni disponibili risultano ulteriormente ridotte.
Bibliografia
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