ToBRFV: perché la resistenza multigenica fa la differenza

Il Tomato Brown Rugose Fruit Virus (ToBRFV) continua a rappresentare una delle principali minacce per la coltivazione del pomodoro a livello globale. La sua elevata capacità di mutazione e la marcata variabilità genetica [1], rendono infatti particolarmente difficile garantire una resistenza efficace nel lungo periodo.

Recenti studi scientifici hanno evidenziato come una singola mutazione nucleotidica del ToBRFV abbia originato una variante del virus definita resistance-breaking (RB-ToBRFV), in grado di aggirare la resistenza basata su un singolo gene di alcune varietà di pomodoro [2].

Questo fenomeno conferma quanto il virus possa adattarsi rapidamente e sottolinea la necessità di soluzioni capaci di mantenere un’efficacia durevole nel tempo.

La risposta della ricerca Bayer

È in questo contesto che si inserisce il lavoro di ricerca di Vegetables by Bayer, che attraverso i brand Seminis® e De Ruiter® sta investendo nello sviluppo di varietà di pomodoro con resistenza multigenica al ToBRFV.

A differenza delle resistenze monogeniche, la resistenza multigenica combina più geni coinvolti nei meccanismi di difesa della pianta, offrendo una protezione più stabile sia contro i ceppi standard del virus sia contro varianti emergenti, incluso il nuovo isolato RB-ToBRFV.

Ma non solo: uno degli obiettivi chiave della ricerca Bayer è stato quello di integrare la resistenza senza penalizzare la qualità del frutto, la resa e le performance agronomiche, aspetti fondamentali per la redditività delle aziende agricole.

I risultati dei trial

I due trial interni condotti da Bayer in compartimenti di serra separati hanno confrontato quattro varietà con resistenza multigenica (due commerciali e due pre-commerciali) con un controllo suscettibile, sottoponendole sia a un isolato standard di ToBRFV sia alla variante RB-ToBRFV.

Le valutazioni dei sintomi fogliari, effettuate a 14 e 21 giorni dall’inoculazione, hanno evidenziato livelli di sintomatologia significativamente inferiori nelle varietà con resistenza multigenica, confermando la loro capacità di reagire efficacemente sia al ceppo virale originale sia alla variante mutata del virus (Figura 1).

Grafico Figura 1: La significatività statistica delle differenze nei sintomi tra le varietà, per ciascuna data di valutazione, è stata testata mediante test di Tukey: le varietà contrassegnate dalla stessa lettera non mostrano differenze in termini di severità dei sintomi, mentre quelle indicate con lettere diverse presentano livelli di severità distinti.

Questi risultati rappresentano un passo importante verso una protezione più affidabile in condizioni reali di coltivazione, attualmente in fase di ulteriore validazione in prove di campo e in ambienti produttivi commerciali.

Uno sguardo al futuro: nuove varietà in arrivo

Lo sviluppo della resistenza multigenica al ToBRFV rappresenta una tappa fondamentale di un percorso di ricerca in continua evoluzione. Nuove varietà di pomodoro con questa tecnologia sono attualmente in fase di introduzione e interesseranno diversi segmenti commerciali, dai pomodori beef ai grappoli, fino ai cocktail e cherry plum.

Alcune di queste varietà deriveranno dalla conversione di ibridi già affermati alla resistenza multigenica, mentre altre saranno nuove proposte genetiche, tutte accomunate da un obiettivo chiaro: offrire ai produttori una resistenza affidabile su cui poter contare, senza rinunciare a performance, qualità e valore agronomico.

Bibliografia

  1. Harrison, B. D. (2002). Virus variation in relation to resistance-breaking in plants. Euphytica 124, 181­-192. doi: 10.1023/A:1015630516425.
  2. Zisi Z, Ghijselings L, Vogel E, Vos C and Matthijnssens J (2024). Single amino acid change in tomato brown rugose fruit virus breaks virus-specific resistance in new resistant tomato cultivar. Front. Plant Sci. 15:1382862. doi: 10.3389/fpls.2024.1382862

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