Migliori pratiche di prevenzione dell’infezione da ToBRFV

Le misure preventive sono la chiave per contenere il virus ToBRFV*

Esempi di migliori pratiche di strategie di prevenzione per dipendenti e visitatori

Non consentire a dipendenti e visitatori di portare pomodori o peperoni nel sito.

Lavarsi le mani con acqua e sapone prima di entrare nella serra.

Predisporre almeno un blocco igienico prima di accedere alla serra.

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Tutti i dipendenti devono indossare abbigliamento fornito dall’azienda, che deve essere lavato quotidianamente dopo l’uso. Le scarpe da lavoro dei dipendenti non devono lasciare l’azienda e non devono essere utilizzate serre/coltivazioni differenti.

Lavorare in una sola direzione all’interno della serra ed evitare di lavorare in più serre nello stesso giorno.

Limitare il numero di visitatori alla propria azienda. Assicurarsi che indossino sempre attrezzature protettive.

Impedire l’uso di telefoni da parte dei dipendenti/visitatori. Assicurarsi che i telefoni siano inseriti in involucri di plastica monouso.

Evitare di indossare orologi o gioielli all’interno della serra; pulire gli occhiali prima di accedere alla serra.

I lavoratori esterni (ad esempio, meccanici) devono indossare abbigliamento fornito sul sito durante il lavoro (non il proprio).

Evitare l’uso di attrezzi esterni. Se è necessario utilizzare i propri attrezzi, disinfettarli prima dell’uso.

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Creare consapevolezza sul ToBRFV tra i dipendenti

Formarli a riconoscere i sintomi del ToBRFV (marmorizzazione delle foglie, scoloritura dei frutti, perdita di vigore nelle teste)

Sottolineare l’impatto (costi aggiuntivi, aspettative lavorative chiare e maggiori misure igieniche).

Metodi preventivi per le attrezzature

Ogni serra deve avere la propria scatola degli attrezzi per la manutenzione, la quale deve essere disinfettata dopo ogni utilizzo.

Devono essere posizionati dei tappetini con soluzioni disinfettanti in corrispondenza delle porte di ingresso e di uscita tra i reparti, sia all’esterno che all’interno.

Limitare il più possibile lo scambio di materiali e di attrezzature tra i reparti.

Utilizzare solo coltelli per potare e disinfettarli dopo l’uso.

In caso di scambio di materiali e attrezzature, disinfettarli prima di accedere a un altro reparto.

Utilizzare solo un paio di guanti per percorso e smaltirli dopo l’uso nei contenitori appositi.

*Queste raccomandazioni devono essere considerate come un punto di riferimento e non devono costituire sostituti per la valutazione individuale delle linee guida e delle migliori pratiche del settore, insieme all’opinione professionale degli esperti rilevanti nella valutazione delle circostanze specifiche.

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 Il ToBRFV è un tobamovirus e non viene trasmesso da insetti vettori nel senso classico del termine, come gli afidi per i potyvirus o i tripidi per il virus TSWV. Le vie di trasmissione sono essenzialmente meccaniche, cioè attraverso il contatto con materiale contaminato. Alcuni insetti possono però contribuire alla diffusione del virus, sebbene non agiscano come vettori biologici. Insetti impollinatori, come api e bombi, oppure parassiti come Tuta absoluta, possono infatti trasportare meccanicamente particelle virali da una pianta all'altra durante le loro normali attività.

Via di trasmissione

Esempi pratici

Contatto meccanico

Mani, strumenti, indumenti e calzature degli operatori

Sementi contaminate

Principale via di introduzione in nuove aree

Materiale di propagazione

Piantine, innesti e talee provenienti da materiale infetto

Residui colturali

Suolo, substrato e acqua di irrigazione ricircolata

Insetti

Insetti impollinatori (api e bombi) e parassiti (Tuta absoluta)

Particolare attenzione deve essere riservata agli insetti impollinatori in ambiente protetto. Nelle serre, i bombi possono favorire il trasferimento del virus da fiore a fiore e alveari provenienti da aree infette rappresentano un potenziale rischio di diffusione, come documentato da INRAE/Ephytia. 

La prevenzione del ToBRFV richiede un approccio a più livelli. In ordine di impatto e priorità:

1.      Uso di sementi certificate esenti da ToBRFV (testate tramite RT-PCR da un laboratorio accreditato): è la misura con il maggiore impatto, poiché il seme è la principale via di introduzione del virus in aree indenni

2.      Igiene delle mani e degli indumenti dei lavoratori: lavaggio delle mani per almeno 1 minuto con acqua e sapone prima di entrare in serra e tra un settore e l’altro; cambio di indumenti e calzature dedicati per area

3.      Disinfezione continua degli strumenti: immersione di forbici, coltelli e altri strumenti in una soluzione virucida (ipoclorito di sodio al 2,5% o fosfato trisodico al 10%) tra le piante e tra le file

4.      Controllo degli accessi alla serra: limitazione dei visitatori; uso di DPI monouso (guanti, copriscarpe) per chiunque entri

5.      Gestione degli alveari degli impollinatori: non trasferire alveari da aree con sospetta infezione; monitorare l’origine degli alveari acquistati

6.      Smaltimento corretto dei residui colturali: incenerimento o interramento profondo delle piante rimosse; non lasciare mai residui di potatura nei corridoi della serra

7.      Ispezione visiva regolare con protocollo di sospetto: qualsiasi pianta con sintomi sospetti deve essere isolata immediatamente e campionata per la diagnosi di laboratorio

Sì. I sistemi di irrigazione, soprattutto quelli con ricircolo della soluzione nutritiva comuni nelle colture idroponiche e su substrato, rappresentano una via efficace di diffusione all’interno della stessa serra.

Il virus può entrare nel sistema idrico attraverso:

·       Radici di piante infette a contatto con la soluzione nutritiva

·       Residui di piante contaminate che cadono nelle canaline o nei serbatoi

·       Strumenti di gestione non disinfettati immersi nella soluzione

Misure specifiche per i sistemi di irrigazione:

·       Disinfezione regolare del circuito di irrigazione con un virucida approvato

·       Pulizia dei gocciolatori per rimuovere la materia organica prima della disinfezione

·       In caso di focolaio confermato: disinfezione completa del circuito seguita da risciacquo con acqua pulita prima di riavviare l’irrigazione

La velocità di risposta è determinante. Il protocollo raccomandato è:

1.      Non toccare la pianta sospetta a mani nude. Indossare guanti monouso prima di qualsiasi contatto.

2.      Isolare immediatamente la pianta sospetta dalle altre, segnalando l’area con una marcatura visibile.

3.      Interrompere le attività di gestione (potatura, legatura, raccolta) in quell’area fino alla conferma diagnostica.

4.      Raccogliere un campione di foglie giovani e/o sepali, confezionarlo in un sacchetto di plastica identificato e inviarlo urgentemente al laboratorio.

5.      Registrare la posizione esatta della pianta sospetta (fila, posizione, settore della serra) per la tracciabilità.

6.      Non commercializzare piantine o frutti dell’area sospetta fino all’esclusione della diagnosi.

7.      Se la diagnosi è positiva: eradicare le piante infette e sospette mediante incenerimento, disinfettare l’intera struttura della serra con un virucida e notificare l’autorità fitosanitaria competente.

Attenzione particolare ai vivai: in caso di rilevamento in vivaio, considerare che più piante dello stesso lotto possono essere infette senza mostrare sintomi visibili. Il rischio di commercializzazione di piantine infette è elevato e può diffondere il virus ad altre aziende.

Non esiste alcun trattamento chimico, biologico o fisico capace di eliminare il ToBRFV da una pianta già infetta. Una volta infetta, la pianta rimane una fonte di inoculo per tutto il resto del suo ciclo produttivo.

Le implicazioni pratiche sono dirette:

·       Non esistono fungicidi, insetticidi o prodotti fitosanitari che agiscano contro il virus

·       Non esistono induttori di resistenza con efficacia comprovata contro il ToBRFV in condizioni commerciali

·       L’unica misura efficace dopo la conferma dell’infezione è l’eradicazione immediata delle piante colpite e sospette, seguita dalla disinfezione completa dell’ambiente

La ricerca più promettente riguarda l’uso di varianti virali attenuate come agenti di protezione incrociata (biocontrollo), in cui un ceppo debole del virus viene inoculato preventivamente per occupare i siti di infezione e ridurre la gravità dei ceppi più aggressivi. Questo approccio è ancora in fase di ricerca e non è disponibile commercialmente, secondo una revisione di PMC/NIH (2022).

Per supporto tecnico e indicazioni sui protocolli di biosicurezza adattati alla tua azienda, contatta il team tecnico Bayer Vegetables.

Il ToBRFV è eccezionalmente stabile nell’ambiente. Come tobamovirus, può rimanere infettivo per mesi in:

·       Residui vegetali e sostanza organica nel suolo

·       Substrati di coltivazione (lana di roccia, fibra di cocco, perlite)

·       Superfici della serra (plastica, metallo, legno)

·       Acqua di irrigazione ricircolata

·       Strumenti e attrezzature non disinfettati

Questa stabilità è uno dei fattori che rendono la rotazione colturale una misura di efficacia limitata: il virus può sopravvivere nel suolo tra un ciclo produttivo e l’altro. La disinfezione completa dell’ambiente di coltivazione con prodotti virucidi, come una soluzione di ipoclorito di sodio, è indispensabile dopo qualsiasi focolaio confermato, come raccomandato dalla DGAV.

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