Acapella, melone Charentais Seminis per tutti gli areali italiani

La coltivazione del melone è diventata sempre più sfidante: anticipi di trapianto, variabilità climatica e richieste sempre più precise della filiera richiedono varietà capaci di garantire risultati costanti in contesti diversi.

Acapella, il nuovo melone Charentais semi-retato a marchio Seminis, si distingue per un elemento chiave: la capacità di performare con continuità dal Centro-Nord fino al Sud Italia, adattandosi ai diversi ambienti produttivi senza rinunciare a qualità e resa.

La varietà si caratterizza per un profilo agronomico e commerciale completo, in grado di rispondere alle esigenze della produzione moderna:

  • frutto attraente, tondeggiante, con rete fine ed elegante
  • suture marcate e di colore verde bluastro persistente
  • polpa arancio intenso, aromatica e dal tipico gusto Charentais
  • elevato grado Brix e buona conservabilità
  • pianta vigorosa e produttiva, con pacchetto di resistenza completo a Oidio, Afidi e Fusarium
  • ottima allegagione ed elevata uniformità lungo tutto il ciclo
Acapella, melone Charentais Seminis per tutti gli areali italiani

Acapella è adatto a produzioni con ciclo medio-precoce, potendo essere trapiantato da inizio marzo in serra fino a metà aprile in tunnel o TNT, garantendo così ampia flessibilità nei calendari produttivi. La pezzatura varia generalmente tra 1 e 1,8 kg, in funzione dell’areale e del periodo di produzione.

I risultati in campo nei diversi areali

Le esperienze raccolte nei diversi areali italiani confermano il potenziale di Acapella anche al di fuori dei contesti tradizionali dello Charentais.

Nel Nord Italia, le prove presso l’azienda agricola Aguzzi a Sermide, in provincia di Mantova, confermano l’interesse crescente verso la varietà. Come racconta Mirco Aguzzi: “Sono rimasto piacevolmente sorpreso: lavorando prevalentemente nel mercato al dettaglio, puntiamo ad offrire un prodotto di alta qualità, e Acapella ci ha dato ottimi riscontri. I clienti riconoscono e apprezzano in modo concreto la bontà del frutto.

Azienda agricola Aguzzi a Sermide, in provincia di Mantova

Riscontri positivi arrivano anche dal Centro Italia, in areali particolarmente vocati alla coltivazione del melone, come quello di Montalto di Castro. Presso l’azienda agricola di Mirko Brizi, Acapella ha confermato un buon potenziale produttivo, distinguendosi per resa, uniformità e qualità del frutto. Come racconta lo stesso produttore: “La coltivazione di Acapella mi ha permesso di ottenere una maggiore resa in serra, con una produttività elevata. Il frutto si presenta con una forma ben rotonda, una pezzatura equilibrata, buone suture e un’ottima retatura, caratteristiche che valorizzano molto il prodotto.”

L’azienda agricola di Mirko Brizi

Scendendo al Sud, in Campania, e in particolare nell’areale di Parete (CE), Acapella mostra mostra performance di rilievo nei trapianti precoci in serra. Mario Vicario, Responsabile Tecnico Orticole Coop Sole, evidenzia come la “pianta si mantiene sana grazie al pacchetto di resistenze completo, con frutti molto uniformi, una pezzatura ideale per la GDO, grado Brix elevato e ottimo aroma.”  In questo contesto, Acapella dimostra di saper combinare sanità agronomica e qualità commerciale, due aspetti oggi sempre più centrali per rispondere alle esigenze della filiera e garantire continuità produttiva.

Mario Vicario, Responsabile Tecnico Orticole Coop Sole

Anche in Puglia, in agro di Trinitapoli, Acapella si sta affermando come una novità interessante per il segmento in pieno campo. Presso l’azienda agricola di Vitto Saverio, il trapianto del 25 marzo ha evidenziato risultati molto positivi: “Abbiamo riscontrato un’ottima pezzatura, un grado Brix elevato e una buona adattabilità all’areale. Acapella si sta dimostrando una valida alternativa al classico retato italiano, con uno standard qualitativo elevato e costante.

L’azienda agricola di Vitto Saverio

I risultati raccolti nei diversi contesti produttivi confermano il posizionamento di Acapella: una varietà capace di adattarsi a più areali, dal Centro-Nord al Sud, mantenendo stabilità produttiva anche in condizioni differenti e garantendo una qualità del frutto elevata e costante.

“Pur rimanendo il melone retato italiano la tipologia più radicata nella tradizione di consumo nazionale, lo Charentais sta guadagnando crescente interesse presso produttori e consumatori, ritagliandosi progressivamente il proprio spazio sul mercato italiano” spiega Doriano Chiariotti, Technical Account Manager di Seminis.

Una crescita che passa da varietà come Acapella, capaci di unire adattabilità, qualità e continuità produttiva lungo tutta la penisola.

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